Midnight: Quando il "sesto uomo" segna il punto decisivo nel cuore
Se pensate che il basket sia solo tiri a canestro da tre e schemi di gioco complessi, questo è perché ancora non avete conosciuto Levi Midnight. Così come non avete fatto i conti con la determinazione di Vanilla. Il romanzo che ci propone Deborah Fasola parte insolitamente da uno sgabuzzino buio per poi farci finire in un palazzetto sotto le luci accecanti dei neon. Da qui possiamo capire che non conta come inizi la partita, ma con quanta passione e determinazione la giochi per portarti a casa il risultato finale, proprio come nel basket .
La trama
Levi è "il sesto uomo", quello che entra a partita iniziata e ribalta le sorti della squadra con maestria e a volte un pizzico di follia. Per ricoprire quel ruolo sicuramente serve un carattere determinato, talento, ma anche arroganza e una voglia di prendersi tutto ciò che la vita ha da offrirgli dopo aver perso tutto, lasciandogli solo la fame di vittoria.
Vanilla ha trasformato il suo bullismo e le umiliazioni subite al liceo, grazie a quello sgabuzzino, in rivalsa, trasformandosi in una bellezza che toglie il fiato e in una professionista per il lavoro che ama fare.
Il loro incontro dopo anni è qualcosa che lascia a bocca aperta, lui, grazie alla trasformazione fatta, non riconosce Vanilla e la costringe a fargli da assistente. Lei, che lo odia e detesta, per non perdere il lavoro è costretta ad accettare. Ed è qui che la Fasola ci porta nelle vie di lusso per lo shopping, eventi mondani, conferenze stampa e sguardi che, se potessero parlare, ci racconterebbero di una tensione sessuale che si taglia con un grissino.
Quando il gioco si fa duro
Il punto di svolta è sicuramente l'ascensore , perché si sa, le migliori dichiarazioni di guerra nascono in posti angusti e bui.
Nella loro storia vivremo momenti di dramma , come il capo tossico di Vanilla che la farà scappare, e un Levi che non ci sta a perderla e vuole compiere un ultimo gesto disperato ma sicuramente romantico, oserei dire da film.
La scrittrice è riuscita a regalarci dei protagonisti che , a mio avviso, sono costruiti con estrema cura.
Vanilla, che come dicevo è passata da vittima di bullismo a assistente cazzuta, per poi far avverare il suo sogno, non ha perso la sensibilità che la contraddistingue.
Levi è il classico ragazzo "bello e dannato" che, sotto a tutta quella spavalderia, muscoli e voglia di vincere, in realtà nasconde un vuoto lasciato da perdite precoci che non possono essere colmate.
Questo libro non ci parla solo di una semplice storia d'amore , ma di rivalsa e inno alla vita. E per chiunque sia stato messo all'angolo, ma ha deciso di uscirne a testa alta. È per chi crede che le seconde occasioni esistano, anche se non sono regalate, perché si sa, bisogna sudarsele proprio come quando, a una partita, si va ai tempi supplementari (anche se non sono sicura che nel basket ci siano).
Il fallo che fa perdere punti
Penso che alcuni passaggi siano stati troppo rapidi, mentre in altre scene ci si poteva soffermare di più.
Ad esempio, io non credo che Vanilla avrebbe fatto passare a Levi la scappatella con la rossa, ma gli avrebbe fatto passare le pene dell'inferno. Un' altra cosa che mi domando è: dov'è finito l'amico/coinquilino di Vanilla? E per ultimo, ma non meno importante, credo che l'epilogo potesse essere più elaborato, anche se comunque Levi ha conquistato il mio cuore per come ha chiuso questo libro.
Voto : 4 stelle su 5.
Posso solo dirvi che per il finale vi serviranno i fazzoletti, quindi teneteli a portata di mano ( poi non dite che non vi avevo avvisati). Sotto quella palla da discoteca, Levi ci regalerà un futuro radioso.
Questa lettura la consiglio a chi ama lo sport, a chi crede nei cambiamenti e nelle seconde occasioni, e a chiunque abbia mai desiderato dire a un ex bullo o meno: "Ehi bello, guarda cosa diavolo ti sei perso . "
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